Urgenze, bisogno di supporto o sapere come fare?

* Urgenze = prima soccorso…
* Bisogno di supporto = s.m.i.l. coaching…
* Sapere come fare =  s.m.i.l. training…

 Angoscia insormontabile, continua sensazione di essere sopraffatti o di non essere a l’altezza, attacchi di rabbia o di panico incontrollabile, lacerante tristezza di una separazione o di un lutto, fastidiosa tensione interiore, diffidenza o gelosia divorante,  timidezza schiacciante, paura del pubblico, fobie irrazionali alienanti e fastidiose, paura di guidare, parlare in pubblico, degli esami, degli ospedali, degli ragni o altri animali ecc.

     Tutte queste emozioni insopportabili che sembrano inevitabili e insormontabili non richiedono automaticamente un approccio terapeutico a lungo termine per cercare e trovare un “perché” o un “che fare”.

    Questo “troppo pieno” di energia che rende qualsiasi emozione “insopportabile” viene dal vostro corpo, lasciatelo esprimersi a traverso la via sensoriale e l’emozione si scioglierà naturalmente. Dovrete solamente prendere conoscenza delle vostre sensazioni fisiche e guardarle esprimersi a modo loro nella lingua delle sensazioni fisiche. Allora le vostre emozioni si calmeranno per diventare nuovamente sopportabili e ragionevoli come tutte le altre emozioni che avete in ogni momento della vostra giornata.

     Questo processo è quello che vi propongo attraverso  mio s.m.i.l. coaching in presenza o online o attraverso  il  s.m.i.l. training che vi permette d’ imparare rapidamente a gestire autonomamente i vostri stati di stress, la vostra iper-emotività o iper-reattività nella vita quotidiane.
Ritroverete la pace interiore anche se rimanete “tormentati” fuori!

  • Volete saperne di più?
  • Avete già provato tutto e non osate credermi ?
  • Non siete sicuri di riuscire a confrontarvi con queste emozioni cosi insopportabili?

 

  – Il nostro primo incontro sarà assolutamente gratuito perché ci permetterà di decidere se e quando continuare i nostri incontri!

 

 – Chiamatemi o mandatemi un SMS  al numero 0039 348 244 66 18, Vi richiamerò

  – Potete anche mandarmi una mail a art.vecu@gmail.com per stabilire nostro primo appuntamento telefonico o online gratuito (Skype, what’app, ZOOM ecc …).

 “L’immensa gioia di vedere l’uccello ferito                                                     volare via, curato e felice.”

                      A presto..          
                                     Yves Ratheau

Importante:
Lo s.m.i.l. training non è una terapia, NON sostituisce né una diagnosi, né tanto meno un trattamento medico o psicoterapeutico.

Coaching o supervisione per Genitori o pedagogisti

-it. Coaching o supervisione per Genitori o pedagogisti sulla base dello Stress management “Be-Do-Be” (www.yves-ratheau.com).
 
  
Rivolgiamo la nostra attenzione verso il carico quotidiano delle aspettative e dello stress per poterlo neutralizzare fisicamente e poi concentriamoci sul liberare le energie che possono ispirare  la creazione di nuove soluzioni e strategie individuali.
Gli incontri possono aver luogo di persona, presso “le tre fonti” (Macereto di Piegaro. PG) o on-line (Skype, Zoom ecc…)

Il primo incontro (training o coaching) per conoscerci meglio e poter decidere se continuare o meno il percorso è sempre gratuito!

       Yves Ratheau   email:
art.vecu@gmail.com
                                 
cell.    348 244 6618.



-de. Supervision und Coaching für Eltern, Pädagogen und Teams auf der Basis von Stressmanagement “BeDoBe” (www.yves-ratheau.com).

In diesem Ansatz geht es in erster Linie darum, den Alltagsbelastungen Raum zu geben und sie körperlich zu neutralisieren. In der Folge kreieren wir neue Strategien und Lösungen.

Die Sitzungen können auch online stattfinden (Skype, Zoom usw.)
Das Erstgespräch zum Kennenlernen ist immer kostenfrei!

                     Yves Ratheau   email: art.vecu@gmail.com
                                    cell.    348 244 6618.

cambiare si… ma come?

Se dico le cose “devono cambiare” vuole dire che sto aspettando ed sperando che qualcuno cambiasse le cose per me…
Ma se dico “io voglio cambiare le cose” allora dovrò per primo cambiare il mio atteggiamento di fronte a “queste cose” visto che con lo stesso atteggiamento otterrò sempre lo stesso risultato non voluto!
In quale cosa dovrei cambiare in mio atteggiamento…
e tu?

Volere o confidare?

    Spesso sembra difficile di lasciare il mondo esteriore per entrare nel nostro mondo interiore, cioè passare dallo stato “espressivo” in un stato di concentrazione pratica o solamente mentale orientata verso il mondo materiale a un stato “ricettivo” dove non si utilizza più la concentrazione ma solamente l’intenzione orientata verso il mondo interno per prendere coscienza di sensazione, emozione o di associazione spontanee e creative.
Una delle ragione che ritrovo spesso e che si utilizza la forza di volontà o si “concentra” su il provare queste due approcci appartengono allo stato di coscienza “beta” cioè sono strumenti dello mondo esteriore che attivano il lato simpatico dello sistema nervoso autonomo mentre per entrare nello mondo interiore che inizia in stato di coscienza “alpha” c’è bisogno di attivare il lato parasimpatico dello sistema nervoso autonoma. Questo si fa attraverso “l’intenzione” confidante, l’accettare, l’accogliere con una curiosità aperta per poter lasciarsi andare sia per dormire che per qualsiasi tecniche di rilassamento o di meditazione.
Questo è lo stato d’anima che abbiamo quando ordiniamo qualcosa in un ristorante affidandosi senza altri “controlli” allo cameriere. 

Perché spesso è così difficile cambiare.

Perché molte persone che soffrono di stress, nella vita quotidiana, familiare, lavorativa o anche a causa di esperienze emotivamente opprimenti, non sembrano fare niente per cambiare o migliorare questa situazione, se non lamentarsi o biasimare il prossimo?
Ci sono 5 motivi principali che ho sperimentato nel corso della mia esperienza:

1- Una persona che si sente vittima di circostanze esterne che non dipendono dalla sua volontà si sente spesso incapace di trovare una soluzione ragionevole che possa dipendere da sé.
Più la situazione diventa difficile e insopportabile, meno è possibile per questa persona trovare una soluzione creativa o del tutto nuova, perché lo stress tende automaticamente a restringere sia le capacità percettive che quelle comportamentali della persona.
Sfortunatamente si può dire che più forte è lo stress, meno diventa possibile uscirne perché ci si aspetta che le circostanze esterne cambino e non ci rendiamo conto che se cambiamo il nostro atteggiamento nei confronti di questa situazione siamo noi che possiamo indirettamente cambiare la situazione esterna.

2- Questa sensazione di impotenza porta le persone, a seconda della loro personalità, o a perdere le staffe più facilmente e a rendere la relazioni personali intorno a loro sempre più difficili oppure a richiudersi nel proprio guscio e a separarsi sempre di più dal proprio contesto relazionale. In tal modo possono cedere alla depressione. In ambedue i casi il sopporto sociale o l’aiuto terapeutico diventano impossibili perché la persona non può e non vuole distaccarsi da tale situazione.

3- La terza ragione che ho spesso sperimentato è che poche persone sanno che cosa è esattamente lo stress o che cosa si può fare per cambiare o migliorare le emozioni che li opprimono. Spesso si vede lo stress come una sorta di malattia o qualcosa che deriva solo dal sovraccarico di attività lavorative. Per quanto riguarda le emozioni la maggior parte delle persone conosce solo la forza di volontà e i ragionamenti razionali per cercare di gestire lo stress.
Sapere che lo stress non è una malattia è il primo passo. Lo stress è un comportamento fisiologico del nostro sistema nervoso autonomo necessario alla nostra sopravvivenza. Lo stress ci permette di spostare tutta la nostra concentrazione e la nostra energia verso il mondo esterno per agire, reagire e adattarci istantaneamente a una nuova situazione.
Questa forma di stress si chiama “Eustress” ed è un comportamento sano, necessario e costruttivo.
Ma lo stress può diventare distruttivo, e se è troppo intenso o dura troppo tempo, si chiama “distress acuto o cronico” con delle conseguenze distruttive per l’organismo e la salute mentale.
 Il distress acuto può portare a traumi causati da reazioni iper-emotive difficilmente controllabili con la forza di volontà o la ragione come accade in situazioni di pericolo di vita o di morte come gli incidenti, i terremoti, le guerre, la violenza, gli  abusi ecc.
Il distress cronico invece si può sviluppare in seguito a una situazione, che di per sé forse non è particolarmente pesante ma ripetuta e continua nel tempo senza possibilità di tregua, di rigenerazione o di riposo.
Il sistema nevoso autonomo che regola il 95% della nostra giornata in automatico, lo fa “autonomamente” controbilanciando momenti di stress con momenti di rilassamento, di distacco, di sonno, di rigenerazione.
Il lato “simpatico” di questo sistema autonomo attiva la produzione di adrenalina e di cortisolo che ci permettono di esprimerci nel mondo esterno non solamente praticamente, fisicamente ma anche mentalmente quando pensiamo, pianifichiamo, analizziamo, progettiamo. Quando influenziamo la realtà esterna (oggettiva) secondo la nostra volontà.
Al contrario, il lato “parasimpatico” del sistema nervoso autonomo attiva ormoni come la serotonina o la dopamina che permettono il rilassamento, la digestione, il sonno, la rigenerazione e soprattutto l’attivazione del nostro sistema immunitario. In questa situazione parasimpatica siamo nel nostro mondo interno (soggettivo) in uno stato “ricettivo”, riflessivo che ci permette di prendere coscienza di quello che facciamo invece di essere un “tutt’uno” con le nostre attività.
Di conseguenza la nostra salute psicosomatica dipende della nostra capacità di armonizzare o far sì il nostro corpo armonizzi questi due lati del sistema nervoso autonomo.

4- Parallelamente ai 3 punti spiegati in precedenza, c’è un quarto punto estremamente importante; la nostra scarsa conoscenza e esperienza del processo di cambiamento.
Abbiamo sentito in famiglia o a scuola che per imparare qualcosa di nuovo, un nuovo comportamento o una materia scolastica o universitaria qualsiasi, dobbiamo prendere una decisione e con l’aiuto della ragione e forza di volontà esercitarsi, esercitarsi e ancora esercitarsi passo dopo passo fino a far sì che questo nuovo elemento entri a far parte di noi.
La conseguenza di questa regola è che se non ci riusciamo, vuol dire che siamo poco motivati, poco attenti, poco intelligenti ecc….siamo perdenti e ci sentiamo in colpa oppure impotenti.
Ma le neuroscienze hanno dimostrato che un processo d’apprendimento non funziona in linea retta dalla A alla Z. Invece funziona piuttosto come una spirale 2 passi avanti 1 o 1,5 indietro (per integrare la memoria a breve termine nella memoria a lungo termine).
L’esperienza dimostra che la forza di volontà è un aiuto inconsistente, di breve durata che richiede una grande quantità di energia (chi ha studiato in modo intenso poco prima di un esame si rende conto d’aver già dimenticato 2/3 della materia 3 giorni dopo). 
Ogni cambiamento comportamentale o mentale deve per forza passare da una fase di confusione (la cosiddetta “terra di nessuno”) dove il vecchio non è più un punto di riferimento, ma il nuovo non esiste ancora e perciò ci si sente disorientati. Questa fase ci rende molto vulnerabili e fa crescere il desiderio di tornare indietro perché la nostra mente odia l’imprevedibile, lo sconosciuto e sopporta molto male questo senso di vuoto che l’accompagna. In questa fase, il tipo di motivazione gioca un ruolo fondamentale. Se questa motivazione è figlia della paura (punizione, perdita di amore, di considerazione, di denaro ecc..) questa motivazione richiederà una quantità tale di energia da far fallire il processo di cambiamento , ma se la motivazione viene da un ‘emozione espansiva come la passione, la curiosità, la gioia nei confronti di tutto ciò che è nuovo, la gratitudine ecc… allora la fase della ”terra di nessuno” sarà facilmente superata perché l’identificazione con il nuovo che non esiste ancora permette di superare facilmente le difficoltà del cammino.
Perciò, è molto importante imparare a gestire le nostre emozioni, riconoscerle per imparare a creare quelle di quale abbiamo bisogno.

5– Una quinta ragione che fa sì che non si riesca a cambiare una situazione oggettivamente distruttiva (una relazione, un’abitudine, il ritmo della vita, un lavoro ecc…)   Anche quando ce ne rendiamo conto a volte grazie ai buoni consigli delle persone a noi vicine, il problema è semplicemente che i vantaggi che ci portano a rimanere in questa situazione sono per noi più importanti emotivamente degli elementi che potrebbero portarci a cambiarla.
Questo potrà sembrarci irragionevole o assurdo a livello razionale, ma si sa, “il cuore (l’inconscio!) ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. 

camminare non è sempre camminare, ci sono diversi modi…

– Posso decidere di andare da A verso B e concentrami su B per arrivare il più rapidamente possibile in modo effettivo. In quel stato d’animo non mi interesserà un gran che il viaggio o il paesaggio ma mi interesserà solo la mia meta da raggiungere, il mio punto d’arrivo.
– Ma posso anche decidere di andare da A verso B senza molti pensieri su quando e come raggiungerò, aprendomi semplicemente a questo viaggio, godendomi il paesaggio ed ogni attimo della camminata nella loro unicità, prendendone coscienza.
– Posso anche decidere di condividere questa camminata da A verso B con un amico o una amica. Allora forse ci fermeremo qua e là, forse questo compagno /compagna di viaggio con le sue conoscenze ed esperienze ci porterà a cambiare il percorso, chi sa forse anche la meta. Condivideremo e quest’esperienza non sarà solo una camminata ma ci arricchirà emotivamente ambedue, forse prenderà più tempo ma il ricordo condiviso sarà più profondo e durevole.
Secondo me accade la stessa cosa per la mente!
Pensare non è sempre pensare, ci sono anche diversi modi…
– Posso pensare in modo lineare, da causa ad effetto in modo riduttivo per raggiungere il mio scopo pratico. Facendo così elimino anche tutto quello che non ha a che fare con il mio scopo.
– Posso pensare non solo linearmente ma lasciando spazio per ricordi, Idee, intuizioni, emozioni mie in modo multi dimensionale. A loro volta questi ricordi, intuizione emozione interferiranno con il mio ragionamento razionale e l’arricchiscono di un qualcosa di creativo, d’individuale, di unico.
– Il primo modo funziona come la “freccia rossa” si ferma solo una o due volte tra Milano e Roma mentre il secondo modo di pensare sembra superficialmente più lento come un “regionale” ma permette delle esperienze e incontri che possono cambiare tutta la mia vita.
Poi, quando sono stato capace di sviluppare pensieri basati su l’armonizzazione della mie mente razionale ed emotiva posso anche decidere di condividere questi pensieri con un amico o un amica. Allora forse questa condivisione ci porterà verso conclusioni e soluzioni nuove, inimmaginabili  prima. Potranno arricchirci emotivamente.
Avremo bisogno di più tempo? Chi sa… forse, ma l’impatto e il ricordo di questa condivisione sarà più profondo e durevole.

come uscire delle tensioni o dello stress

    Piu siamo tutt’UNO con quello che siamo facendo o pensando meno distanza e meno “vue d’ensemble” o quadro generale  siamo capace di percepire.
    Se siamo in modo tutt’UNO siamo nello stato “espressivo” Beta alto, nostro sistema nervoso autonomo attiva suo lato simpatico che produce a sua volta ormone come l’adrenalina o il cortisolo. Siamo attento, sveglissimo pronto ad aggredire, fuggire o nascondersi sia fisicamente che mentalmente ma non possiamo distaccarci o riflettere.
    Per riflettere, prendere coscienza dobbiamo uscire di questo stato
espressivo Beta dobbiamo entrare in un stato “recettivo” almeno in Alpha per permettere a nostro sistema nervoso autonomo di attivare il suo lato para-simpatico che produce a sua volta oltre tipi di ormone come la dopamina o la serotonina che ci permettano di prendere distanza, di rilassarci, di recuperare, di rigenerare, di riflettere perché è qui che ha luogo la presa di coscienza, è qui che siamo in grado di controbilanciare lo stress o lo distress.

confinati a Piegaro, Panicale e dintorni… MA… senza stress!

 

https://www.facebook.com/groups/871647376644767/?ref=group_header

Ho aperto questo gruppo pubblico in facebook per permetterci di condividere le esperienze e soluzioni che possono renderci la vita “confinata” più piacevole.
Sopratutto per essere in grado di gestire l’inevitabile stress in modo autonomo.

In più, ogni mercoledì dalle 18:00 alle 19:30 potremo essere direttamente in contato su ZOOM.
Risponderò alle vostre domande riguardo la gestione dello stress.
Per ritrovarsi è necessario di scaricare l’app. ZOOM meeting su vostro cellulare o PC.

Incontro: Confinati MA… senza stress!
Meeting ID: 741 4203 4058

Password: 017103