Urgenze, bisogno di supporto o sapere come fare?

* Urgenze = prima soccorso…
* Bisogno di supporto = s.m.i.l. coaching…
* Sapere come fare =  s.m.i.l. training…

 Angoscia insormontabile, continua sensazione di essere sopraffatti o di non essere a l’altezza, attacchi di rabbia o di panico incontrollabile, lacerante tristezza di una separazione o di un lutto, fastidiosa tensione interiore, diffidenza o gelosia divorante,  timidezza schiacciante, paura del pubblico, fobie irrazionali alienanti e fastidiose, paura di guidare, parlare in pubblico, degli esami, degli ospedali, degli ragni o altri animali ecc.

     Tutte queste emozioni insopportabili che sembrano inevitabili e insormontabili non richiedono automaticamente un approccio terapeutico a lungo termine per cercare e trovare un “perché” o un “che fare”.

    Questo “troppo pieno” di energia che rende qualsiasi emozione “insopportabile” viene dal vostro corpo, lasciatelo esprimersi a traverso la via sensoriale e l’emozione si scioglierà naturalmente. Dovrete solamente prendere conoscenza delle vostre sensazioni fisiche e guardarle esprimersi a modo loro nella lingua delle sensazioni fisiche. Allora le vostre emozioni si calmeranno per diventare nuovamente sopportabili e ragionevoli come tutte le altre emozioni che avete in ogni momento della vostra giornata.

     Questo processo è quello che vi propongo attraverso  mio s.m.i.l. coaching in presenza o online o attraverso  il  s.m.i.l. training che vi permette d’ imparare rapidamente a gestire autonomamente i vostri stati di stress, la vostra iper-emotività o iper-reattività nella vita quotidiane.
Ritroverete la pace interiore anche se rimanete “tormentati” fuori!

  • Volete saperne di più?
  • Avete già provato tutto e non osate credermi ?
  • Non siete sicuri di riuscire a confrontarvi con queste emozioni cosi insopportabili?

 

  – Il nostro primo incontro sarà assolutamente gratuito perché ci permetterà di decidere se e quando continuare i nostri incontri!

 

 – Chiamatemi o mandatemi un SMS  al numero 0039 348 244 66 18, Vi richiamerò

  – Potete anche mandarmi una mail a info@art-vecu.com per stabilire nostro primo appuntamento telefonico o online gratuito (Skype, what’app ecc …).

 “L’immensa gioia di vedere l’uccello ferito                                                     volare via, curato e felice.”

                      A presto..          
                                     Yves Ratheau

Importante:
Lo s.m.i.l. training non è una terapia, NON sostituisce né una diagnosi, né tanto meno un trattamento medico o psicoterapeutico.

Perché spesso è così difficile cambiare.

Perché molte persone che soffrono di stress, nella vita quotidiana, familiare, lavorativa o anche a causa di esperienze emotivamente opprimenti, non sembrano fare niente per cambiare o migliorare questa situazione, se non lamentarsi o biasimare il prossimo?
Ci sono 5 motivi principali che ho sperimentato nel corso della mia esperienza:

1- Una persona che si sente vittima di circostanze esterne che non dipendono dalla sua volontà si sente spesso incapace di trovare una soluzione ragionevole che possa dipendere da sé.
Più la situazione diventa difficile e insopportabile, meno è possibile per questa persona trovare una soluzione creativa o del tutto nuova, perché lo stress tende automaticamente a restringere sia le capacità percettive che quelle comportamentali della persona.
Sfortunatamente si può dire che più forte è lo stress, meno diventa possibile uscirne perché ci si aspetta che le circostanze esterne cambino e non ci rendiamo conto che se cambiamo il nostro atteggiamento nei confronti di questa situazione siamo noi che possiamo indirettamente cambiare la situazione esterna.

2- Questa sensazione di impotenza porta le persone, a seconda della loro personalità, o a perdere le staffe più facilmente e a rendere la relazioni personali intorno a loro sempre più difficili oppure a richiudersi nel proprio guscio e a separarsi sempre di più dal proprio contesto relazionale. In tal modo possono cedere alla depressione. In ambedue i casi il sopporto sociale o l’aiuto terapeutico diventano impossibili perché la persona non può e non vuole distaccarsi da tale situazione.

3- La terza ragione che ho spesso sperimentato è che poche persone sanno che cosa è esattamente lo stress o che cosa si può fare per cambiare o migliorare le emozioni che li opprimono. Spesso si vede lo stress come una sorta di malattia o qualcosa che deriva solo dal sovraccarico di attività lavorative. Per quanto riguarda le emozioni la maggior parte delle persone conosce solo la forza di volontà e i ragionamenti razionali per cercare di gestire lo stress.
Sapere che lo stress non è una malattia è il primo passo. Lo stress è un comportamento fisiologico del nostro sistema nervoso autonomo necessario alla nostra sopravvivenza. Lo stress ci permette di spostare tutta la nostra concentrazione e la nostra energia verso il mondo esterno per agire, reagire e adattarci istantaneamente a una nuova situazione.
Questa forma di stress si chiama “Eustress” ed è un comportamento sano, necessario e costruttivo.
Ma lo stress può diventare distruttivo, e se è troppo intenso o dura troppo tempo, si chiama “distress acuto o cronico” con delle conseguenze distruttive per l’organismo e la salute mentale.
 Il distress acuto può portare a traumi causati da reazioni iper-emotive difficilmente controllabili con la forza di volontà o la ragione come accade in situazioni di pericolo di vita o di morte come gli incidenti, i terremoti, le guerre, la violenza, gli  abusi ecc.
Il distress cronico invece si può sviluppare in seguito a una situazione, che di per sé forse non è particolarmente pesante ma ripetuta e continua nel tempo senza possibilità di tregua, di rigenerazione o di riposo.
Il sistema nevoso autonomo che regola il 95% della nostra giornata in automatico, lo fa “autonomamente” controbilanciando momenti di stress con momenti di rilassamento, di distacco, di sonno, di rigenerazione.
Il lato “simpatico” di questo sistema autonomo attiva la produzione di adrenalina e di cortisolo che ci permettono di esprimerci nel mondo esterno non solamente praticamente, fisicamente ma anche mentalmente quando pensiamo, pianifichiamo, analizziamo, progettiamo. Quando influenziamo la realtà esterna (oggettiva) secondo la nostra volontà.
Al contrario, il lato “parasimpatico” del sistema nervoso autonomo attiva ormoni come la serotonina o la dopamina che permettono il rilassamento, la digestione, il sonno, la rigenerazione e soprattutto l’attivazione del nostro sistema immunitario. In questa situazione parasimpatica siamo nel nostro mondo interno (soggettivo) in uno stato “ricettivo”, riflessivo che ci permette di prendere coscienza di quello che facciamo invece di essere un “tutt’uno” con le nostre attività.
Di conseguenza la nostra salute psicosomatica dipende della nostra capacità di armonizzare o far sì il nostro corpo armonizzi questi due lati del sistema nervoso autonomo.

4- Parallelamente ai 3 punti spiegati in precedenza, c’è un quarto punto estremamente importante; la nostra scarsa conoscenza e esperienza del processo di cambiamento.
Abbiamo sentito in famiglia o a scuola che per imparare qualcosa di nuovo, un nuovo comportamento o una materia scolastica o universitaria qualsiasi, dobbiamo prendere una decisione e con l’aiuto della ragione e forza di volontà esercitarsi, esercitarsi e ancora esercitarsi passo dopo passo fino a far sì che questo nuovo elemento entri a far parte di noi.
La conseguenza di questa regola è che se non ci riusciamo, vuol dire che siamo poco motivati, poco attenti, poco intelligenti ecc….siamo perdenti e ci sentiamo in colpa oppure impotenti.
Ma le neuroscienze hanno dimostrato che un processo d’apprendimento non funziona in linea retta dalla A alla Z. Invece funziona piuttosto come una spirale 2 passi avanti 1 o 1,5 indietro (per integrare la memoria a breve termine nella memoria a lungo termine).
L’esperienza dimostra che la forza di volontà è un aiuto inconsistente, di breve durata che richiede una grande quantità di energia (chi ha studiato in modo intenso poco prima di un esame si rende conto d’aver già dimenticato 2/3 della materia 3 giorni dopo). 
Ogni cambiamento comportamentale o mentale deve per forza passare da una fase di confusione (la cosiddetta “terra di nessuno”) dove il vecchio non è più un punto di riferimento, ma il nuovo non esiste ancora e perciò ci si sente disorientati. Questa fase ci rende molto vulnerabili e fa crescere il desiderio di tornare indietro perché la nostra mente odia l’imprevedibile, lo sconosciuto e sopporta molto male questo senso di vuoto che l’accompagna. In questa fase, il tipo di motivazione gioca un ruolo fondamentale. Se questa motivazione è figlia della paura (punizione, perdita di amore, di considerazione, di denaro ecc..) questa motivazione richiederà una quantità tale di energia da far fallire il processo di cambiamento , ma se la motivazione viene da un ‘emozione espansiva come la passione, la curiosità, la gioia nei confronti di tutto ciò che è nuovo, la gratitudine ecc… allora la fase della ”terra di nessuno” sarà facilmente superata perché l’identificazione con il nuovo che non esiste ancora permette di superare facilmente le difficoltà del cammino.
Perciò, è molto importante imparare a gestire le nostre emozioni, riconoscerle per imparare a creare quelle di quale abbiamo bisogno.

5– Una quinta ragione che fa sì che non si riesca a cambiare una situazione oggettivamente distruttiva (una relazione, un’abitudine, il ritmo della vita, un lavoro ecc…)   Anche quando ce ne rendiamo conto a volte grazie ai buoni consigli delle persone a noi vicine, il problema è semplicemente che i vantaggi che ci portano a rimanere in questa situazione sono per noi più importanti emotivamente degli elementi che potrebbero portarci a cambiarla.
Questo potrà sembrarci irragionevole o assurdo a livello razionale, ma si sa, “il cuore (l’inconscio!) ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. 

camminare non è sempre camminare, ci sono diversi modi…

– Posso decidere di andare da A verso B e concentrami su B per arrivare il più rapidamente possibile in modo effettivo. In quel stato d’animo non mi interesserà un gran che il viaggio o il paesaggio ma mi interesserà solo la mia meta da raggiungere, il mio punto d’arrivo.
– Ma posso anche decidere di andare da A verso B senza molti pensieri su quando e come raggiungerò, aprendomi semplicemente a questo viaggio, godendomi il paesaggio ed ogni attimo della camminata nella loro unicità, prendendone coscienza.
– Posso anche decidere di condividere questa camminata da A verso B con un amico o una amica. Allora forse ci fermeremo qua e là, forse questo compagno /compagna di viaggio con le sue conoscenze ed esperienze ci porterà a cambiare il percorso, chi sa forse anche la meta. Condivideremo e quest’esperienza non sarà solo una camminata ma ci arricchirà emotivamente ambedue, forse prenderà più tempo ma il ricordo condiviso sarà più profondo e durevole.
Secondo me accade la stessa cosa per la mente!
Pensare non è sempre pensare, ci sono anche diversi modi…
– Posso pensare in modo lineare, da causa ad effetto in modo riduttivo per raggiungere il mio scopo pratico. Facendo così elimino anche tutto quello che non ha a che fare con il mio scopo.
– Posso pensare non solo linearmente ma lasciando spazio per ricordi, Idee, intuizioni, emozioni mie in modo multi dimensionale. A loro volta questi ricordi, intuizione emozione interferiranno con il mio ragionamento razionale e l’arricchiscono di un qualcosa di creativo, d’individuale, di unico.
– Il primo modo funziona come la “freccia rossa” si ferma solo una o due volte tra Milano e Roma mentre il secondo modo di pensare sembra superficialmente più lento come un “regionale” ma permette delle esperienze e incontri che possono cambiare tutta la mia vita.
Poi, quando sono stato capace di sviluppare pensieri basati su l’armonizzazione della mie mente razionale ed emotiva posso anche decidere di condividere questi pensieri con un amico o un amica. Allora forse questa condivisione ci porterà verso conclusioni e soluzioni nuove, inimmaginabili  prima. Potranno arricchirci emotivamente.
Avremo bisogno di più tempo? Chi sa… forse, ma l’impatto e il ricordo di questa condivisione sarà più profondo e durevole.

come uscire delle tensioni o dello stress

    Piu siamo tutt’UNO con quello che siamo facendo o pensando meno distanza e meno “vue d’ensemble” o quadro generale  siamo capace di percepire.
    Se siamo in modo tutt’UNO siamo nello stato “espressivo” Beta alto, nostro sistema nervoso autonomo attiva suo lato simpatico che produce a sua volta ormone come l’adrenalina o il cortisolo. Siamo attento, sveglissimo pronto ad aggredire, fuggire o nascondersi sia fisicamente che mentalmente ma non possiamo distaccarci o riflettere.
    Per riflettere, prendere coscienza dobbiamo uscire di questo stato
espressivo Beta dobbiamo entrare in un stato “recettivo” almeno in Alpha per permettere a nostro sistema nervoso autonomo di attivare il suo lato para-simpatico che produce a sua volta oltre tipi di ormone come la dopamina o la serotonina che ci permettano di prendere distanza, di rilassarci, di recuperare, di rigenerare, di riflettere perché è qui che ha luogo la presa di coscienza, è qui che siamo in grado di controbilanciare lo stress o lo distress.

confinati a Piegaro, Panicale e dintorni… MA… senza stress!

 

https://www.facebook.com/groups/871647376644767/?ref=group_header

Ho aperto questo gruppo pubblico in facebook per permetterci di condividere le esperienze e soluzioni che possono renderci la vita “confinata” più piacevole.
Sopratutto per essere in grado di gestire l’inevitabile stress in modo autonomo.

In più, ogni mercoledì dalle 18:00 alle 19:30 potremo essere direttamente in contato su ZOOM.
Risponderò alle vostre domande riguardo la gestione dello stress.
Per ritrovarsi è necessario di scaricare l’app. ZOOM meeting su vostro cellulare o PC.

Incontro: Confinati MA… senza stress!
Meeting ID: 741 4203 4058

Password: 017103

Io stress e le 5 livelli di coscienza conosciuti dalla scienza.

Per capire l’influenza psicosomatica dello stress è importante rendersi conto che non abbiamo un solo stato di coscienza vero e proprio o che gli altri sono in realtà stati di coscienza alterati. Attraverso un EEG (elettroencefalogramma) si può misurare l’attività elettrica del cervello. Si misura la lunghezza e l’ampiezza di un’onda elettrica in Hertz. Ci sono 4 livelli di coscienza ben conosciuti: Beta che corrisponde a uno stato di coscienza di veglia “espressivo” (quello che chiamiamo “LO” stato di coscienza) e Alpha, Tetra, Delta che corrispondono a 3 stati diversi di coscienza “ricettivi”. Infine c’è anche un quinto stato, lo stato Gamma, ancora poco conosciuto perché raro e difficile da esaminare.
      Lo Stress si forma al 95% nello stato Beta e in maniera molta ridotta nei sogni della fase Alpha alta (perché in questa fase vicina a Beta le esperienza e le tensioni della giornata vengono rivissute  e “digerite” nei nostri sogni).

1. Beta (tra 14 e 30/35 Hertz) è lo stato “espressivo” della veglia, quando pensiamo razionalmente in modo lineare (causa /effetto), agiamo, condividiamo in modo ragionevole e finalizzato.
Siamo attivi nella dimensione materiale “oggettiva” che percepiamo al di fuori di noi con i nostri sensi. La realtà materiale che definiamo “la” realtà, nonostante esistano altre realtà; la realtà emotiva, o energetica.
Lo stato Beta corrisponde all’avere”, all’afferrare, siamo nella dimensione materiale 3D, quella che esplora e descrive la fisica meccanica tradizionale.
In Beta concentriamo tutta la nostra attenzione su una meta, un’attività, un obiettivo, scelto o imposto e scartiamo tutto ciò che ci disturba o ci rende più difficile la concentrazione.
Tra 14 e 21 Hertz siamo normalmente attivi. Più gli Hertz aumentano più diventiamo incoerenti, eccitati, stressati o emotivamente incontrollabili. Tra 30 e 35 Hertz siamo “fuori di testa” e i nostri neuroni e sinapsi cerebrali rischiano di auto-distruggersi. Per evitare questa situazione estrema, il nostro corpo può farci perdere i sensi e costringerci a lasciar andare.

2. Alpha (tra 7 e 14 Hertz) naturalmente i confini tra i diversi stati di coscienza non sono rigidi ma fluidi.
A partire da Alpha entriamo nel mondo della percezione “soggettiva”, nella coscienza “ricettiva” o nell’ “essere”. Qui in Alpha la comprensione accade ad un livello non più razionale, ma emotivo, associativo, soggettivo. Siamo in uno stato riflessivo, “creiamo” coscienza.
Il corpo si rilassa, la nostra visione si allarga, diventa panoramica invece di fissarsi su una sola cosa. Questo è lo stato di dormiveglia in cui ad esempio ascoltiamo un discorso disegnando qualche scarabocchio su un pezzo di carta, mentre allo stesso tempo forse intuiamo degli aspetti che ci aiutano a mettere in relazione ciò che sentiamo con le nostre esperienze o conoscenze.  In Alpha la nostra creatività si esprime liberamente tramite associazioni imprevedibili.
Lo stato Alpha è uno stato di rilassamento cosciente dove osserviamo la realtà interiore o anche esteriore con distacco e da cui possiamo uscire volontariamente in qualsiasi momento senza difficolta.
Alpha controbilancia naturalmente lo stato di concentrazione e allo stesso tempo espressivo di Beta.
Alpha è anche il primo e l’ultimo stato della fase Rem del sonno.
Ogni notte abbiamo da 3 a 4 fasi Rem di circa 90 minuti, in cui passiamo da Alpha > a Theta > a Delta > di nuovo a Theta > e a Alpha per poi ricominciare da capo e alla fine della notte svegliarci e rientrare in Beta.
In Alpha troviamo anche i sogni vicini alla realtà attraverso i quali riviviamo o “digeriamo” le esperienze vissute nella vita reale.

3. Theta (tra 3 e 7 Hertz) è uno stato di ricettività più profondo, che comprende anche il secondo e il quarto stato Rem del sonno. In Theta siamo nell’inconscio individuale forse anche collettivo dove i nostri controlli razionali e critici non fanno più presa e la nozione spazio/tempo è sparita.
Siamo profondamente collegati con il nostro corpo, il luogo dell’inconscio e di tutti i programmi ricevuti o appresi
Il rapporto tra Beta, luogo della  coscienza razionale e Theta, luogo dell’inconscio, degli automatismi  programmati inconsciamente (fase prenatale e primi anni di vita) o consciamente  (attraverso l’imitazione o la formazione), ci aiuta a renderci conto che in un secondo il nostro cervello vigile (neocorteccia e lobo frontale) riesce ad elaborare tra 500 e 2000 bits di informazioni, mentre nello stesso secondo il nostro corpo (l’inconscio) elabora 40.000.000 bits o secondo altre stime 400.000.000!
Theta è il periodo vigile in cui il nostro corpo si rigenera, riprende forza, in cui le nostre difese immunitarie hanno sia il tempo che l’energia per rigenerarsi e combattere germi virus, e batteri. Qui, a livello epigenetico i nostri geni si possono riprogrammare.
(vedi: Bruce Lipton. https://www.youtube.com/watch?v=-QzoK8FvQX0 ) .
Theta è anche il livello degli stati di trance a cui la coscienza razionale/critica non ha accesso, per questo motivo è uno stato in cui si è facilmente suggestionabili sia positivamente che negativamente. Nella programmazione neurolinguistica si utilizza questo stato di trance per programmare nuovi comportamenti,  MA in questo stato, siamo anche facilmente  manipolabili, basta pensare alla pubblicità o propaganda occulta e al neuro-marketing ecc)

4. Delta (tra 0,5 e 3 Hertz) è uno stato di ricettività ancora più profondo, completamente soggettivo in cui la coscienza fisica sparisce completamente e per questo motivo è difficile da esplorare e da esaminare scientificamente, oggettivamente. Generalmente non abbiamo mai ricordi di questa fase di sonno. Se per caso qualcuno ci sveglia in questa fase, le nostre sensazioni sono sempre dolorose e spiacevoli. Siamo costretti a ritrovare il più rapidamente possibile la coscienza del nostro corpo, di noi stessi, del luogo in cui ci troviamo, della percezione del tempo e a capire anche chi è il nostro interlocutore, perché tutto questo era svanito, come se fosse stato dimenticato. Solo persone con lunghe esperienze di meditazione riescono a descrivere in modo soggettivo quello che hanno sperimentato in questo stato. Sembra che lì la personalità, il proprio IO si dissolva per raggiungere un livello di coscienza disincarnato con esperienze archetipiche nel campo quantistico.
5. Gamma (35 a 100 Hertz o anche più). Il fatto che inizi anche in ambito Beta e possa anche essere superiore a 100 Hertz deriva dal fatto che le onde gamma non sono semplicemente delle onde superiori a Beta, le onde Gamma hanno una costituzione particolare. Non includono le onde Beta, le bypassano. Utilizzano sia onde Tetra che onde Delta come base di partenza (dove le mete razionali non hanno spazio) per salire a livelli altissimi senza essere disturbate dalla mente razionale/critica che non potrebbe mai sopportare una tale frequenza senza bruciare i propri neuroni e sinapsi.
La percezione dello stato Gamma NON utilizza i nostri 5 sensi, non attiva nemmeno il lobo frontale o parietale del cervello ma percepisce informazioni in modo diverso, attraverso la ghiandola pituitaria (ipofisi) e la ghiandola pineale (epifisi) in modo istantaneo e irripetibile come ad esempio nelle esperienze particolari in cui abbiamo dei dubbi esistenziali ovvero quando delle persone in situazione di estremo pericolo vedono tutta la loro vita scorrere davanti a sé in una manciata di secondi.
Lo stato di coscienza Gamma è anch’esso poco conosciuto. Da un certo punto di vista sembra aumentare la velocità dei processi cognitivi e creativi e viene utilizzato nel ambito della terapia preventiva dell’emicrania.
Nello studio di Dr. Joe Dispenza il livello Gamma viene utilizzato per permettere un upgrade del corpo con dei risultati sorprendenti
(vedi . https://www.youtube.com/results?search_query=dispenza+testimonials

 

. Che cosa sono esattamente stress, eustress e distress?

Lo Stress è una reazione automatica del sistema nervoso autonomo a una situazione (reale o immaginaria) che mette in pericolo la nostra sopravvivenza o a una situazione che richiede un aumento significativo di concentrazione di energia da parte nostra per essere fronteggiata. Quando il corpo si sente aggredito da agenti chimici o elettromagnetici risponde anche mostrando i sintomi tipici dello stress, ma in questo contesto mi limiterò a trattare lo stress psicosomatico.
In uno stato di stress, vengono prodotti istantaneamente diversi ormoni in particolare l’adrenalina, che dà luogo a una reazione istantanea e energica del sistema nervoso simpatico (accelerazione della respirazione, dei battiti cardiaci per far affluire il sangue verso le estremità ovvero le gambe, i piedi, le braccia e le mani che permette di entrare in azione) e viene prodotto anche il cortisolo che permette di ridurre l’attività del sistema nervoso para-simpatico. Questa reazione implica una riduzione di tutto ciò che non sembra necessario alla sopravvivenza immediata come il riposo o il rilassamento, il sonno nella fase del sogno, la digestione, la rigenerazione del corpo, la riproduzione e soprattutto l’attivazione delle difese immunitarie.
Lo scopo di questo spostamento ”automatico” di energia è dare al corpo tutta l’energia possibile per permettergli di “attaccare, fuggire o di “fingersi morto” cioè uno dei 3 comportamenti base dell’organismo.
Ma lo stress non influenza solo il nostro corpo, influenza anche le nostre emozioni, il nostro comportamento mentale e perfino spirituale.
     Di conseguenza lo stress non è una malattia, ma un comportamento necessario alla nostra sopravvivenza con un lato positivo costruttivo e un lato negativo distruttivo.

Il lato positivo e costruttivo dello stress si chiama EUSTRESS.

a)    L’ EUSTRESS ci permette di rimanere vitali, attivi, sani. Per esempio la danza o lo sport non agonistico o professionale, il movimento, le sfide che desideriamo affrontare sono fonte di stress costruttivo.
Lo stress può salvaci la vita perché ci permette di reagire a un pericolo con una velocità molto superiore a quella della mente razionale. Lo si vede anche nel regno animale, dove ad esempio la gazzella che sente la presenza del predatore, sparisce in un attimo per qualche istante, per poi ricominciare a cibarsi in tutta tranquillità.
       Questo è un chiaro esempio di come lo stress sia soprattutto una reazione a breve termine che deve essere controbilanciata da un periodo di riposo, di rilassamento.
Allora tutte le situazioni ed esperienze che funzionano in questo modo a breve termine e hanno una corta durata, volute o semplicemente accettate sono effettivamente  espressione di stress ma di un stress del tutto costruttivo, benefico e auspicabile, necessario per la nostra saluta psicosomatica.

Tuttavia esiste anche un tipo di stress distruttivo che si chiama DISTRESS.

B)     Il cosiddetto DISTRESS può essere acuto o cronico.
– Il DISTRESS è ACUTO quando una situazione diventa troppo forte, insopportabile, ad esempio un grave incidente, un terremoto, un’ esperienza traumatica, terrificante, torture, abusi, violenza o situazioni in cui ci sentiamo in pericolo di morte. In queste situazioni dobiamo mobilitare tutte le nostre forze per difenderci, per fuggire o se non vediamo alternative nasconderci o fingerci morti come ad esempio in casi di abuso sessuale spesso erroneamente definiti come casi di “tacito assenso”.
L’altra reazione del corpo è semplicemente “perdere i sensi”, per non rischiare di bruciare le neuroni “iper-eccitati” del nostro cervello, una sorta di rilassamento forzato. Il nostro corpo può costringerci ad assumere questa forma drammatica di rilassamento perché il rilassamento, il riposo sono l’antidoto naturale contro lo stress.
Un altra situazione tipica di distress acuto è quando ci sentiamo sopraffatti da emozioni incontrollabili (stati iper-emotivi) come attacchi di panico, rabbia, ansia, gelosia, timidezza, tristezza ecc…

Il DISTRESS è CRONICO
. Quando non riusciamo a controbilanciare un qualsiasi episodio di stress con una fase di rilassamento, di distacco.
. Quando ci sentiamo costretti a vivere in una situazione familiare, lavorativa ecc. frustrante continua, senza speranza di cambiamento
. Quando dobbiamo sopportare i sintomi dolorosi e limitanti di una malattia
. Quando pensiamo, immaginiamo e ci ripetiamo sempre come in un “loop mentale” una qualsiasi aspettative negative, spiacevole che temiamo.
– Quando non riusciamo a dormire pur avendo un gran bisogno di riposare
. Quando siamo convinti di essere incapaci, inadeguati, perdenti e ci giudichiamo negativamente, distruggendo la nostra autostima e di conseguenza la vitalità dei nostri geni (vedi l’epigenetica).
. Quando vogliamo a tutti costi essere super-efficienti, al top, i migliori, senza
rispettare i nostri bisogni o limiti fisici, emotivi e mentali ma li trascuriamo senza pietà privilegiano esclusivamente le nostre idee, fantasie, volontà, ecc.

La distruttività dello stress CRONICO o  ACUTO viene dal fatto che il  DISTRESS  ci polarizza e imprigiona in un stato nervoso simpatico con la produzione di adrenaline per attivare e energizzare questo sistema nervoso simpatico mentre la produzione di cortisolo riduce all’osso il sistema nervoso para-simpatico e in fine fine anche le nostre difese impuntare.
       E importante di rendersi conto che il stress come lo distress psichico non è solamente la conseguenza di stati fisici iper-attivi ma bastano pensieri ripetitivi negativi, ansiosi, arrabbiati, invidiosi, impauriti ecc… per attivarlo.
A lungo andare, sintomi quali insonnia, disturbi digestivi, irritabilità, debolezza del corpo causati dalla mancanza di rigenerazione, favoriscono l’impotenza sessuale e soprattutto distruggono poco a poco le nostre difese immunitarie fino ad ammalarsi attraverso germi normalmente innocui.
Diventiamo irascibili, rigidi, fanatici, incapaci di giungere a compromessi o depressi.
Ci sentiamo isolati perché viviamo in uno stato di sopravvivenza (prima io, o anche sempre io!) dove emozioni altruiste non hanno alcuno spazio.
A livello psichico entriamo in uno squilibrio emotivo, siamo irascibili, nervosi, incuranti degli altri, con conseguenze psicosomatiche e relazionali problematiche che rendono la nostra vita e la vita dei nostri cari, amici o colleghi sempre più difficile.
Queste sono le  ragioni perché la gestione dello stress e dello distress deve per forza passare per la cura dello sistema para-simpatico, attraverso pratiche e comportamenti che ci aiutano a distaccarci della realtà esterna per controbilanciare naturalmente gli stati di stress o di distress.

 

TRAINING “ESPANSIONE”, Settembre 2019.

Training ” Espansione” a cura di Yves Ratheau

in 2 domenica l’ 8 settembre
e domenica 22 settembre.

Lo stress non è una “cosa” da VIP, nostro ritmo di vita “moderno” lo produce già nella famiglia, all’asilo, a scuola, al lavoro….
Lo stress in particolare lo dis-stress influenza su 4 livelli interconnessi la salute e il benessere della nostra personalità.
Se non volete soccombere alle sue conseguenza o “combatterlo” a colpa di pasticche vi propongo un training per imparare a gestirlo in modo autonomo.
Il training “Espansione” insegna attraverso nuove conoscenze come funziona lo stress che cosa possiamo fare per gestirlo.
Soprattutto potrete imparare e praticare diverse tecniche collaudate nella vita quotidiane che vi permetteranno sia di gestire lo dis-stress che le iper-emozione difficilmente controllabile che l’accompagnano.

Il laboratorio inizia si svolgerà domenica 8 settembre
dalle 09.00 alle 12.00
pausa pranzo (12:00 > 14:00)
Portate qualcosa da mangiare, da bere per condividere insieme. Si può anche riscaldare o cucinare
Poi dalle 14.00 alle 16.00

– Per info sul laboratorio contattate YVES;    348 244 66 18 o su whatsApp.
conferma obbligatoria direttamente al cellulare di Yves e volendo al numero della BDT 351 935 33 56.
La quota di partecipazione sarà di 5 ore
ATTENZIONE! LA MAPPA SOPRA NON è CORRETTA
UTILIZZARE QUELLA SU IL MIO SITO: https://yves-ratheau.com/
il laboratorio si svolgerà vicino a Tavernelle vedi luogo indicato, si consigli i partecipanti in partenza da Perugia di accordarsi per viaggiare come meno auto possibile!

LA SECONDA PARTE DI “ESPANSIONE” DOMENICA 22 SETTEMBRE STESSI ORARI, STESSO POSTO

PS:   Il laboratorio è riservato ai correntisti della Banca del Tempo Perugia.
(L’iscrizione annuale è di 10€ per l’assicurazione e si può fare da me direttamente.)
Gli iscritti allo laboratorio riceveranno prima una descrizione dettagliata dello laboratorio.

Per info invece sulla Banca del tempo Perugia
www.bancadeltempoperugia.com o 3519353356