Qual è da differenza tra sensazioni, emozioni e sentimenti?

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  Le sensazioni (caldo, freddo, teso, piacevole, doloroso etc..) sono la materia prima con cui si esprime nostro corpo.
Le emozioni (tristezza, gioia, rabbia, perplessità etc…) sono sensazioni in movimento, sono energia già collegata con la nostra mente, con le nostre “valutazioni”, ma a un livello primordiale, lineare, di breve durata; SI mi piace/NON LO SO se mi piace/NO non mi piace.
I sentimenti invece sono più complessi perché sono emozioni collegate con la riflessione mentale.
I sentimenti sopportano l’ambivalenza SI mi piace anche se Non amo questi o questo… i sentimenti durano nel tempo e ci permettono continuità nel nostro atteggiamento.

La nostra attenzione è abitualmente orientata verso il mondo esterno o rimane prigioniera dei nostri incessanti pensieri.
Nello 
s.m.i.l. Training si pratica lo spostamento della nostra attenzione verso il mondo interiore = verso il nostro corpo e per questa ragione verso le nostre sensazioni. Una tecnica non invasiva di respiro che ci aiuta ad entrare più profondamente in noi, senza perdere contatto con il mondo esterno. Arrivati in questa dimensione “alfa” (tra 7 e 14 hertz) si descrive quello che sentiamo nel nostro corpo senza fermarsi a una qualsiasi valutazione positiva o negativa. Si tratta di quell’atteggiamento che chiamo “lo sguardo del bambino curioso e non prevenuto”.
Questa pratica ci permette di prendere automaticamente distanza dai nostri pensieri
 incessanti. Non cerchiamo di “non pensare” ma ci concentriamo su quello che sentiamo nel nostro corpo prima ancora di descrivere le nostre emozioni.
Descrivere emozioni senza dar loro un valore positivo o negativo richiede un po’ di pratica. L’abitudine di descrivere le nostre sensazione fisiche ci permetterà più tardi anche di prendere coscienza delle nostre emozioni con più distanza, senza identificarsi con loro, senza essere l’emozione stessa, di sviluppare la „presenza“ (lo stato di coscienza tra beta e alfa).
Questo passo collega o ricollega emotivamente una qualsiasi esperienza alla nostra coscienza momentanea. Attraverso questa accettazione di quello che “è” adesso, questo “collegamento”, possiamo interagire con il vissuto e permetterlo di cambiare e di migliorare “naturalmente” la nostra situazione senza dover per forza “capire” intellettualmente il “perché”.

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Pubblicato da

Yves Ratheau

Sozialpaedagoge

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