Le limiti dello pensiero positivo e delle tecniche di visualizzazione

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https://lospecchiodelpensiero.wordpress.com/2013/04/25/in-che-modo-creiamo-la-nostra-realta-da-leggere-assolutamente/

L’autore (Alan D. (Al) Smith è Fondatore e direttore del sito http://www.MajorityVoice.org) propone un approccio “pensato” bene, logico che non sembra lasciare nessuno dubbio.
Secondo me questo approccio rimane un tipico approccio tecnologico-riduzionista americano. Tecnologico perché subordina le scoperte scientifiche allo bisogno sfrenato di controllo della nostra personalità. Riduzionista perché riduce la nostra percezione della realtà a qualche “si tratta solo di…, o sapiamo che creiamo noi la nostra realtà…
Il pensiero positivo o le tecniche di visualizzazione sono tecniche invasive, manipolative che tendono a cambiare la realtà vissuta secondo le desideri della nostra personalità. Sono l’espressione del cervello sinistro responsabile per la pianificazione della nostra sopravvivenza, per l’approccio attraverso la ragione, la logica.

I scienziati hanno calcolato che in una sola seconda il nostro corpo elabora più di 40 milioni di bit informativo sia in ogni cellule con i sui compiti che negli diversi sistemi nervosi , ormonali, circolatori etc… mentre il nostro cervello che crediamo il trono della nostra coscienza riesce a elaborare “solo” 500 fino a massimo 2000 bit in un secondo. Questa dimensione ci aiuta a renderci conto che non saremo mai capace di “capire” intellettualmente tutta la nostra realtà e ancora meno di crearla volontariamente.
Secondo me l’errore di base di questi genere d’approccio e di partire dal presupposto che la nostra identità corrisponde alla nostra personalità. Ci identifichiamo con la nostra personalità, crediamo che siamo la nostra personalità e crediamo che il pensiero razionale è la prova della nostra esistenza “je penses, donc je suis” (Pascale).

Se vogliamo cambiare la nostra realtà è indispensabile di capire e riconoscere che la nostra identità è duale che siamo un essenza, una anima in una dimensione sottil o “quantistica” e contemporaneamente una personalità che manifesta nella dimensione materiale. Quando queste due dimensione anima e personalità riescono a ballare insieme nella quotidianità allora possiamo veramente esprimere nostro potenziale “unico” (vedi anima e personalità:https://yves-ratheau.com/2016/05/ ).

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Dove è la qualità, la vitalità di un millimetro o di un centilitro?

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Un millimetro o un centilitro, queste sono nozione assolutamente oggettive!
“Oggettive” come un oggetto che esiste separatamente di noi, riconoscibile da tutti come tale… 
Ci sembra del tutto normale di non includere la qualità di un oggetto nella sua misurazione o descrizione.
Sapiamo che un millimetro di strada è diverso da un millimetro di pelle, che un centilitro di arsenico è diverso di un centilitro di sangue eppure ogni millimetro di strada, di pelle ogni centilitro di arsenico o di sangue è qualitativamente e vitalmente diverso e unico come ogni seconde della nostra vita!
Preferiamo girarci o chiudere gli occhi per non renderci conto che l’immensità nella quale siamo immersi ridicolizza l’importanza della nostra personalità.