Trauma; che cose esattamente.

Quando una persona non riesce a cambiare un comportamento che la fa soffrire nonostante il suo desiderio e la sua volontà questo vuole semplicemente solo dire che ha più interesse, più vantaggi di rimanere com’è che di cambiare. E se che non sa perché, vuole dire che la ragione è incosciente = non direttamente raggiungibile con la mente analitica. La nozione di trauma è tropo restrittiva perché tende a incornare esperienze “culturalmente” terribile come violenza e abusi di tutti genere, morte, malattia  incidente etc…
ma per un bambino, e questo particolarmente nelle prime anni della sua vita dove vive prevalentemente in Delta o Tetra senza poter oggettivare le sue esperienze senza poterle ordinare in un spazio tempo prevedibile, soggettivamente la porte che la madre chiude e lo lascia perso nel buio o l’ennesimo commento ironico o anche umoristico dello padre o dello fratello può scatenare una ferita esistenziale che lo porta alla fatidica promessa fata a se stesso “mai più sentire… o a partire di adesso io sempre….”. questi sono trauma reali ma per noi adulti non veramente riconoscibile come seri e veri.
Non credo che sia necessario di sapere dove quando e che cosa per che il corpo ritiene l’esperienza attraverso le sue sensazioni e emozioni, ma vedo che la “via sensitiva” che parte da una reazione attuale e riporta coscienza nello corpo può fare veri miracoli.

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Comportamenti espressivi e comportamenti recettivi

> Attaccare/impugnare – fuggire/abbandonare – fingersi morto (situazione di patt, di impasse comportamentale particolarmente autodistruttiva) sono le 3 reazioni basilare dello stress, sono comportamenti che hanno da fare con la sopravvivenza.
> Invece, riposarsi, dormire, sonicchiare, riflettere, ridere, rilassarsi, godere la natura, contemplare, meditare, giocare solo per il piacere, curare le emozioni espansive come meravigliarsi, amare, condividere, la gioia, la gratitudine, il rispetto, la compassione, la generosità, le fiducia, la pace interiore,  sono comportamenti e emozioni che controbilanciano lo stress, ci permettono di vedere altro…  aprono le porte alla creazione o alla “ri-creazione”.
                Impariamo a gestire l’espressivo con il recettivo!

Lo stress… una malattia per manager o VIP?

   Lo stress distruttivo, che si chiama scientificamente « distress » è alla base di tutti nostri malessere psicosomatici e anche di quelli che sembrano solo “fisici”.
   Lo stress di per se non è una malattia, perché anche necessario per nostro benessere a condizione di essere controbilanciato di momenti di vero relax, cioè quando portiamo la  nostra attenzione verso le nostre sensazione, quando ci separiamo dello modo esterno e delle aspettative che vogliamo o dobbiamo assolvere.
   In questi momenti dove “lasciamo andare”, forse sonnecchiamo o dormiamo, tutte le attività del nostro sistema nervoso parasimpatico, che erano ridotte dallo stress a un “stand by” passivo, possono ripartire digestione, sonno, metabolizzazione delle ormone dello stress come l’adrenaline e lo cortisolo, rigenerazione, attivazione delle nostre difese immunitarie ecc…
  Con la forza di volontà rimaniamo nello stress, con le attività fisica o sportiva possiamo solo accelerare il metabolismo ma non la produzione di ormone anti-stress come la serotonine per esempio.
   Questo è la ragione perché è assolutamente necessario per la nostra saluta di imparare a riconoscere le sintomi dello distress e soprattutto di sapere come neutralizzarli con l’aiuto:
   1. Delle tecniche sensoriale
   2. E di tecniche di rilassamento per sviluppare nostro latto “recettivo” per sentirci meglio e controbilanciare lo stress quotidiano.

    Per fortuna non è difficile e gli risultati positivi non si fanno aspettare !                                      

Le stress… une histoire de VIP ou de manager?

Le stress destructif, qui s’appelle le distress est à la base de tous nos mal-êtres.
Il est systématiquement produit par notre culture occidentale basée sur la concurrence et l’effectivité
Le distress ne peut pas se combattre pas la force de volonté ou seulement en à travers des exercices physiques pour neutraliser l’adrénaline et le cortisol qu’il produit.
Le Stress ainsi que le distress aussi se neutralise intérieurement en apprenant à :
1. réguler nos émotions
2. à développer nos capacités réceptives pour sentir, prendre conscience, se relaxer, retrouver la paix intérieure.

Ce n’est pas une mode de VIP ou de manager, il y va de notre santé à tous!